Pronti, partenza…Via!

Il laboratorio di Architettura per bambini da 6 a 10 anni sta per iniziare! Piccoli Architetti disegneranno il loro spazio segreto; carta e matite stanno aspettando per dare forma al progetto più ambizioso del momento. Progettiamo una casa sull’albero. Sarà esclusiva, sarà ecologica, colorata, ma soprattutto sarà la nostra!

lab 15 marzo

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Che cos’è un disegno? E’ un’idea con intorno una linea*

Qualche sera fa stavo disegnando e il figlio di una mia amica mi ha chiesto del perché gli architetti sanno disegnare a mano libera e come si fa ad imparare.

Erano domande semplici e chiare, ma ho esitato un po’ prima di rispondergli e, credo, che le mie risposte – articolate e piene di distinguo – non abbiano soddisfatto appieno il suo desiderio immediato di conoscenza.

Per un architetto saper disegnare bene è sempre stata una delle abilità di base. Oggi, invece, l’utilizzo ricorrente di software per la progettazione e per il disegno tecnico, hanno reso per molti anacronistica questa capacità.

Personalmente adoro disegnare a mano. Forse perché sono una romantica o perché prima dell’università ho frequentato l’istituto d’arte o, ancora, perché sono convinta che disegnare a mano libera, soprattutto se si comincia da piccoli, facilita l’espressione di emozioni che non si riescono a verbalizzare, aiuta la concentrazione e libera la nostra creatività.

In un libro interessante, che consiglio a chiunque abbia voglia di approfondire l’argomento: “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards, sono richiamate le cinque capacità di base che occorrono per disegnare bene e cioè: la percezione degli spazi, la percezioni dei contorni, la percezione dei rapporti, la percezione delle luci e delle ombre e la percezione del tutto o Gestalt.

Sono capacità che si possono apprendere singolarmente attraverso lo studio e la pratica, tranne l’ultima che emerge come conseguenza dell’integrazione delle altre quattro.

Nel mio laboratorio di Architettura per bambini, dedico molto spazio al disegno a mano libera perché favorisce l’elaborazione di soluzioni creative, permette ai bambini più timidi di sentirsi parte del gruppo, e aiuta i più vivaci a concentrarsi meglio.

Concludo: incoraggiamo i nostri figli a disegnare e non suggeriamogli mai di lasciar perdere solo perché noi non siamo capaci di distinguere un boa che digerisce un elefante da un cappello.

 

*frase attribuita a Bruno Bozzetto

Nuove energie

Continua il lavoro di preparazione del laboratorio di architettura per bambini. Per accelerare i tempi, ho dovuto assumere un valido consulente. Il lavoro sta diventando più complesso e da sola è difficile. Avevo necessità di un altro punto di vista, di una prospettiva differente e, siccome non mi piace improvvisare, era necessario il contributo di un conoscitore autorevole della materia.

Ci siamo immediatamente confrontati sui punti fondamentali del programma e, devo ammettere, che le prime risposte sono state incoraggianti. Siamo partiti da lontano, da prima che gli esseri umani iniziassero a costruire le proprie case, e abbiamo ragionato sulle primitive opere di architettura. Per questo, alla domanda: immagina di dover descrivere da chi e come sono state realizzate le prime case, lui ha risposto senza esitazioni: “Fango, foglie, terra e sassi. Bastoncini, batuffoli, erba asciutta, erba bagnata, alberi. Sono i materiali per la casa degli uccellini. Batuffoli e terra e uno schifo, sono i materiali che usa un insetto; le formiche, usano foglie, terra e formano tante stanze … ognuno ha la sua forma”.

A questo punto ho subito aumentato il suo compenso, portando a due alla settimana gli ovetti con sorpresa che tanto gli piacciono. Il mio nuovo collaboratore, infatti, non ha ancora quattro anni, ma merita tutta la mia fiducia (anche perché sono la sua mamma ;).

La creatività non è talento innato ma, soprattutto, allenamento e cultura; va coltivata lentamente inserendo giorno dopo giorno gli ingredienti e le pause di questo equilibrio in costruzione. Imparare la creatività è come imparare a leggere o a scrivere per poi capire la struttura di una storia ovvero la progettazione.

Noi adulti siamo responsabili del futuro dei nostri bambini e come sostiene Sir Ken Robinson in una splendida conferenza Ted

Il nostro compito è di educarli nella loro interezza affinché possano affrontare il loro futuro. Forse noi non vedremo questo futuro, ma loro sì. E il nostro compito è di aiutarli a farne qualcosa.

“DIA” inizio attività!

“Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare”. E’ una citazione che fa Gianni Rodari nella sua Grammatica della Fantasia, dei Frammenti di Novalis. Questo libro meraviglioso, mi è tornato in mente mentre pensavo a come sviluppare un laboratorio di architettura per bambini. Sono state illuminanti le sue riflessioni sulla funzione dell’immaginazione nell’educazione dei bambini, sulle tecniche per stimolarla e su come queste tecniche possano essere trasferite in altri linguaggi.

Associazioni, analogie, metafore, binomi fantastici …  una vera miniera per la creatività. Per costruire, decostruire, collegare, esplorare, immaginare, trasformare e giocare.

Per fare ipotesi fantastiche: cosa succederebbe se facessimo progettare una casa ad un bambino? Quali sarebbero le sue scelte? Su quali spazi si concentrerebbe? Materiali e colori da scegliere… E se un altro facesse il costruttore? E un altro ancora il tecnico che verifica? Oppure l’ingegnere strutturista? Potremmo andare avanti per un’ora mentre immaginiamo la squadra per costruire una città fantastica.

Rileggere Rodari è stato, di certo, l’incoraggiamento decisivo per intraprendere questo percorso nel mondo della formazione per i più piccoli e questo blog sarà il diario del viaggio nell’Architettura fatta da loro.

Poiché ogni progetto ha in sé una “Fantastica” come grammatica ho scelto come tema principale la CASA SULL’ALBERO, UN SOGNO per grandi e piccini. È lo spazio fantastico per definizione, un rifugio segreto dove trascorrere il tempo che passa lento.

Con mio figlio abbiamo immaginato di salire sull’albero con una corda o con una scala e poi di costruire una piattaforma lassù in quello spazio magico da dove potevamo osservare il mondo. Sull’albero siamo diventati come invisibili, potevamo addirittura fare scherzi agli amici passanti senza essere visti! La cosa più divertente è immaginare i buchi! Dove passa il tronco? i rami? dove poter aprire una finestra per guardare senza disturbare un nido e una mamma che tutt’attenta porta il cibo ai suoi uccellini?  Facciamo un foro semplice dove cercare un raggio di luce, uno specchio, due sgabelli per fare merenda…

Tutto questo sarà il mio laboratorio, una serie di incontri per costruire una “Fantastica”, come un nuovo vocabolario insieme ad ogni bimbo.